Distrazioni a portata di mouse

smileys mouseQuanto costano alle aziende gli effetti collaterali dell’always on ?

Effetto collaterale della cultura ‘always on’, le distrazioni digitali sul posto di lavoro costano caro alle aziende. Per l’esattezza, solo negli States, 588 miliardi di dollari all’anno.

Una bella cifra, non c’è che dire. È stato calcolato che i dipendenti americani vengono interrotti almeno 6 volte all’ora e, se alle distrazioni esterne si aggiungono quelle a portata di mouse – instant messaging, internet, posta elettronica ecc. – la possibilità di portare a termine un lavoro senza almeno un paio di interruzioni è pressoché impossibile.

In prossimità del periodo festivo, inoltre, le cose non possono che peggiorare: ci sono i regali da fare e, per evitare le corse dell’ultimo momento, cosa c’è di più comodo di internet? Ben il 38% degli americani coinvolti in un’indagine condotta da PriceGrabber ammette infatti che effettuerà gli acquisti via internet dall’ufficio, approfittando delle connessioni veloci normalmente disponibili al posto di lavoro.

E poi bisogna organizzare le ferie e le feste aziendali di fine anno, inviare qualche cartolina virtuale agli amici…insomma, le distrazioni non si contano e il lavoro, beh, in questi casi può attendere.

Gli studi condotti sull’argomento sono diversi, ma tutti giungono alla stessa conclusione: se prima la massima distrazione era rappresentata dalla pausa caffè o da qualche telefonata extra lavorativa, nell’era internet un manager tipo è interrotto 6 volte all’ora e fino a 70 volte al giorno e la maggior paste di questi break sono auto-imposti.

La società di ricerca Basex, ad esempio, ha stabilito che le ‘distrazioni da ufficio’ rubano da una giornata lavorativa media circa 2,1 ore – il 28% del totale – con i dipendenti che impiegano in media 5 minuti per riprendersi da un’interruzione e tornare al compito che stavano svolgendo.

Essere sempre connessi, spiegano gli esperti, fa sentire importanti e anche sul posto di lavoro non si è disposti a perdere niente di quello che il mare magnum di internet ci propone. I lavoratori vivono dunque in uno stato di ‘attenzione parziale continua’ concentrati, più che sul lavoro, alla loro posta elettronica, ai messaggi sul cellulare o ai trilli sull’instant messenger, quasi come se le interruzioni non siano interruzioni ma siano esse stesse ‘il’ lavoro.

Incapacità di resistere alla tentazione di scrutare l’orizzonte alla ricerca di tutte le nuove possibilità, l’eccessiva propensione dei lavoratori verso l’uso sul posto di lavoro degli strumenti di comunicazione di nuova generazione.

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